NUOVE ASSUNZIONI: ENNESIMA E BEFFARDA DISCRIMINAZIONE IN DANNO DEI LAVORATORI DEGLI UFFICI GIUDIZIARI

 

LETTERA APERTA DI CGIL CISL E UIL

Il Decreto-legge “Rilancio”, all’art. 240 bis, ha previsto per l’organizzazione giudiziaria le assunzioni in forma semplifica (ossia sulla base di titoli e colloquio orale) di 400 direttori e 150 unità di personale area terza F1 per i distretti di Torino, Milano, Brescia, Venezia e Bologna. Inoltre la stessa norma ha previsto, con la medesima procedura semplificata ma su base distrettuale, l’assunzione di 2700 cancellieri esperti. Riteniamo l’avvio di processi assunzionali una necessità ineludibile per il Ministero della Giustizia, alla luce delle cessazioni in atto, e a nostro avviso dovrebbe essere previsto un piano straordinario che si ponga l’obiettivo della piena copertura dei fabbisogni e non misure una tantum, definite sull’onda dell’emergenza. In questo caso inoltre i criteri previsti non sembrano corrispondere certo ad una selezione ispirata ai principi previsti dall’art. 97 della Costituzione, ma ad un orientamento che identifica a priori i possibili destinatari di queste assunzioni. Criteri che devono, a nostro avviso, essere assolutamente rivisti in sede di conversione del decreto ed in tal senso avvieremo già dai prossimi giorni le opportune iniziative rispetto all’iter parlamentare.

In nessuna delle predette procedure assunzionali è stata prevista una riserva dei posti né un punteggio aggiuntivo in favore del personale interno, determinando l’ennesima e beffarda discriminazione nei confronti dei lavoratori degli uffici giudiziari. Ed invero l’assunzione dei 400 direttori con modalità semplificata discrimina i direttori in servizio i quali, giova ricordare, hanno superato una severissima procedura concorsuale e, dopo anni ed anni di proficuo lavoro, non hanno avuto alcuno sbocco professionale né il riconoscimento di una adeguata retribuzione accessoria (leggasi posizioni organizzative) a ristoro delle pesanti responsabilità che quotidianamente si assumono nella direzione di reparti/aree/sezioni/uffici. Queste assunzioni inoltre pongono in essere una discriminazione nei confronti dei funzionari giudiziari che hanno meno di cinque anni di servizio, i quali sono esclusi dalla procedura senza alcuna giustificazione, e nei confronti funzionari non laureati i quali, vantando decenni di onorato lavoro nelle cancellerie, hanno professionalità da vendere. L’assunzione dei 2700 cancellieri invece discrimina le centinaia di assistenti giudiziari neoassunti che hanno superato una selezione durissima e che, pur essendo, nella quasi totalità, plurititolati e pur essedo di fatto sottoutilizzati negli uffici, sono esclusi ope legis dalla procedura semplificata senza neppure uno straccio di motivazione. Inoltre le assunzioni di cui in premessa discriminano e offendono le centinaia di cancellieri ed ufficiali che, avendo superato le prove selettive nell’ambito delle procedure di cui all’art. 21 quater L. 132/2015, attendono da anni lo scorrimento delle graduatorie che il Ministro si era formalmente impegnato, per contratto e per decreto, a realizzare entro il 30 giugno 2019.

Stante l’emergenza sanitaria da COVID-19 e, in conseguenza di essa, la possibilità di legiferare d’urgenza, invece di prevedere misure straordinarie in favore del personale in servizio il Ministro ha sollecitato solo norme che prevedono concorsi semplificati. Così, mentre si procederà nei prossimi mesi a nuove assunzioni, per di più secondo una procedura solo per titoli ed esame orale, il personale in servizio rimarrà ancora una volta fermo al palo ad onta di un accordo, firmato nel lontano aprile del 2017 e rimasto in massima parte disapplicato, con il quale il Ministro si era impegnato a realizzare progressioni giuridiche oltre che economiche per tutti i lavoratori degli uffici giudiziari. Ed invece: nessuno scorrimento integrale delle graduatorie formate in applicazione dell’art. 21 quater L. 132/2015 per funzionari giudiziari e funzionari NEP (con l’aggravante che per l’UNEP non vi è allo stato neanche l’applicazione dell’art. 492 bis cpc); per i contabili, gli assistenti informatici e gli assistenti linguistici nessuna pubblicazione del bando nonostante il disposto dell’art. 21 quater cit. e relativa copertura finanziaria; nessun bando per il transito degli ausiliari in area seconda; nessuna procedura di flessibilità per i cambi di profilo all’interno delle aree flessibilità (assistente giudiziario-cancelliere esperto; operatore giudiziario-assistente giudiziario; conducente-operatore giudiziario; funzionario giudiziario-direttore).

Ancora una volta l’amministrazione giudiziaria dimostra una profonda noncuranza, se non disprezzo, verso i suoi dipendenti. Tale comportamento, moralmente ancorchè giuridicamente iniquo, fomenta il malcontento e la delusione in quei lavoratori che ogni giorno “tirano la malandata carretta” della giustizia tra mille e mille difficoltà e mette in cattiva luce i vertici del Ministero a partire dal Ministro pro tempore della Giustizia e dal Capo Dipartimento pro tempore dell’organizzazione giudiziaria.

CGIL CISL e UIL hanno censurato da tempo questo andazzo, fino a proclamare lo sciopero dei lavoratori dell’organizzazione giudiziaria lo scoro 28 giugno, e non faranno alcun passo indietro finchè ai lavoratori della Giustizia non sarà riconosciuto, a partire dall’applicazione degli accordi già sottoscritti e dal pieno rispetto delle norme di legge vigenti, il giusto riconoscimento giuridico ed economico, in termini di progressioni di carriera, per il lavoro svolto.

Questo resta un punto fermo e non negoziabile della politica del sindacato confederale nella Giustizia.

BONAFEDE, SE CI SEI, BATTI UN COLPO !!!!

Roma, 15 maggio 2020

 

                   FP CGIL                                              CISL FP                                                UIL PA

                    Russo                                                   Marra                                                   Meloni       

 

       

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